Su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo

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Il Consiglio - Assemblea Legislativa regionale ha approvato. Ai fini della presente legge costituiscono attività commerciali: a il commercio al dettaglio e all'ingrosso in sede fissa; b le forme speciali di vendita; c la vendita di stampa quotidiana e periodica; d il commercio su aree pubbliche; e la somministrazione di alimenti e bevande; f la distribuzione dei carburanti. Le disposizioni della presente legge non si applicano: a ai farmacisti e ai direttori di farmacie comunali qualora vendano esclusivamente prodotti farmaceutici, specialità medicinali, dispositivi medici e presidi medico-chirurgici; b ai titolari di rivendite di generi di monopolio qualora vendano esclusivamente generi di monopolio di cui alla legge 22 dicembren.

Alle vendite di cui alla presente legge si applicano le disposizioni di cui al d. La Giunta regionale, sentite le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello regionale delle imprese del commercio, dei consumatori e dei lavoratori del settore, adotta, previo parere della competente Commissione assembleare, uno o più regolamenti per l'attuazione della presente legge.

Il dirigente della struttura regionale competente in su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo di commercio predispone modelli uniformi per le dichiarazioni di inizio attività, le comunicazioni e le autorizzazioni previste dalla presente legge.

Le Province in conformità al regolamento di cui all'articolo 2, comma 1, stabiliscono i criteri per la pianificazione territoriale nel settore commerciale mediante il piano territoriale di coordinamento PTC di cui all'articolo 12 della l. Il PTC individua le aree di localizzazione delle grandi strutture di vendita, tenendo anche conto degli effetti d'ambito sovracomunale e di fenomeni di concentrazione territoriale di altri esercizi che producono impatti equivalenti a quelli delle grandi strutture di vendita.

I Comuni adeguano i propri strumenti urbanistici secondo le modalità ed entro i termini previsti nel regolamento di cui all'articolo 2, comma 1, e nel rispetto dei PTC provinciali, attraverso forme di consultazione e di confronto con le organizzazioni maggiormente rappresentative a livello regionale delle imprese su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo dei su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo del settore e delle associazioni dei consumatori.

Nelle materie oggetto della presente legge sono di competenza dei Comuni singoli o associati tutte le funzioni amministrative non espressamente riservate ad altri enti. E' istituito l'Osservatorio regionale del commercio, quale organismo permanente per l'acquisizione degli elementi informativi e conoscitivi utili alla definizione e alla attuazione degli interventi per lo sviluppo e la qualificazione del commercio e per assicurare un sistema coordinato di monitoraggio riferito all'entità e all'efficienza della rete distributiva.

L'Osservatorio sulla rete commerciale è composto da: a l'assessore regionale competente in materia di commercio o suo delegato, che lo presiede; b un rappresentante dell'ANCI; c un rappresentante dell'UPI; d un rappresentante dell'UNCEM; e un rappresentante designato dall'Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura CCIAA ; f un rappresentante designato congiuntamente dalle associazioni dei consumatori iscritte nel registro regionale; g un rappresentante per ciascuna delle organizzazioni degli imprenditori commerciali maggiormente rappresentative a livello regionale; h un rappresentante designato congiuntamente dalle organizzazioni sindacali nazionali dei lavoratori su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo rappresentative a livello regionale.

L'Osservatorio svolge, in particolare, le seguenti funzioni: a promuovere un' attività permanente di rilevazione, di analisi e di studio delle problematiche del settore; b monitorare la rete distributiva e degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, anche con riferimento alla consistenza, alla modificazione e all'efficienza dei punti di vendita e di somministrazione, al commercio sulle aree pubbliche e alle altre forme di distribuzione, in coordinamento con l'Osservatorio nazionale; c monitorare l'andamento e la situazione del mercato nel settore commerciale in collaborazione con le rappresentanze sindacali, con le CCIAA e i Centri di assistenza tecnica di cui all'articolo 6.

L'Osservatorio opera all'interno della struttura regionale competente in materia di commercio e svolge un'attività di monitoraggio riferita all'entità e all'efficienza della rete distributiva, nonché alle dinamiche occupazionali del settore.

Al fine dell'aggiornamento del sistema informatico, i Comuni trasmettono annualmente alla struttura regionale competente in materia di commercio i dati relativi alla situazione delle rete distributiva del proprio territorio e ogni altro dato ritenuto necessario al monitoraggio, secondo modalità stabilite dalla Giunta regionale. I componenti dell'Osservatorio operano a titolo gratuito. Per sviluppare processi di ammodernamento della rete distributiva, le associazioni di categoria del settore del commercio, del turismo e dei servizi maggiormente rappresentative a livello provinciale, presenti nell'ambito dei consigli provinciali delle CCIAA, possono istituire, anche in forma consortile, centri di assistenza tecnica alle imprese CAT.

I CAT svolgono attività di assistenza per l'ammodernamento della rete distributiva a favore delle imprese del terziario, associate o meno alle organizzazioni di categoria, e in particolare in materia di: a assistenza tecnica generale; b formazione e aggiornamento professionale; c innovazione tecnologica e organizzativa; d gestione economica e finanziaria dell'impresa; e accesso ai finanziamenti comunitari, statali e regionali; f sicurezza ed igiene dell'ambiente di lavoro; g gestione delle risorse umane; h sicurezza e tutela del consumatore; i tutela dell'ambiente; l formazione, promozione e sviluppo di nuova imprenditoria; m rapporti con le pubbliche amministrazioni; n certificazione di qualità secondo gli standard internazionali.

L'esercizio dell'attività dei CAT è autorizzato dalla Regione. La Giunta regionale definisce i requisiti e le procedure per il rilascio dell'autorizzazione. La Regione e gli enti locali possono avvalersi dei CAT per l'espletamento: a di attività istruttorie in materia di contributi, finanziamenti o provvidenze a favore delle imprese commerciali, turistiche e di servizio; b delle funzioni di assistenza previste in materia di sportello unico; c delle attività di formazione, inclusi i corsi professionali abilitanti l'iscrizione al ruolo dei mediatori e degli agenti e rappresentanti di commercio, nonché tutti i corsi di formazione previsti dalla normativa di settore.

La Regione finanzia specifici programmi di informazione e assistenza gratuita riguardanti la realizzazione di indagini, progetti, studi e ricerche in ambito regionale sulla consistenza della rete distributiva, la presenza turistica, la dinamica dei prezzi, la dinamica dei consumi e l'andamento dell'occupazione del settore terziario, nonché in materia su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo evoluzione del mercato distributivo e turistico e di promozione dell'imprenditoria femminile.

Per il raggiungimento del migliore livello di assistenza e lo svolgimento di specifici servizi, i CAT possono convenzionarsi con enti pubblici e con privati, compresi i Consorzi garanzia fidi tra le piccole e medie imprese commerciali, turistiche e di servizio e con società di consulenza o assistenza. La vendita dei mangimi per animali domestici non destinati al consumo umano rientra nel settore non alimentare, mentre la vendita di mangimi per animali destinati al consumo umano rientra nel settore alimentare ed è subordinata al possesso dei relativi requisiti professionali di cui all'articolo 9 3.

I soggetti titolari di autorizzazione per l'esercizio dell'attività di vendita dei prodotti appartenenti alle tabelle merceologiche di cui all'allegato 5 al decreto ministeriale 4 agoston. L'attività di vendita di prodotti alimentari è soggetta al rispetto delle disposizioni comunitarie, statali e regionali vigenti in materia di sicurezza alimentare, alimentazione, benessere e di igiene per gli alimenti di origine animale.

Non possono esercitare l'attività commerciale: a coloro che sono stati dichiarati falliti, fino alla chiusura del fallimento nei modi di legge, anche se intervenuta prima dell'entrata in vigore del d. Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere cdefpermane per la durata di tre anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata.

Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di tre anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza. Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena, non si applica il divieto di esercizio dell'attività. In caso di società, associazioni o organismi collettivi, i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del d.

L'esercizio, in qualsiasi forma, di su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo commerciale alimentare è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali: a avere frequentato con esito positivo un corso di formazione professionale per il commercio relativo al settore merceologico alimentare; b essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di laurea aventi un indirizzo attinente alle materie dell'alimentazione o della somministrazione.

Ove l'attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare sia svolta da società, associazioni o organismi collettivi, il possesso dei requisiti di cui al comma 1 è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificamente preposta all'attività commerciale. Ai fini di cui al presente articolo, ai soggetti residenti in altre regioni sono riconosciuti i requisiti per l'esercizio dell'attività previsti dalla normativa della Regione di residenza.

La Giunta regionale con apposito atto definisce: a le modalità di organizzazione, la durata e le materie dei corsi professionali garantendone l'effettuazione anche tramite rapporti convenzionali con soggetti idonei.

A tale fine, sono considerate in via prioritaria le CCIAA, le organizzazioni imprenditoriali del commercio più rappresentative e gli enti da queste costituiti; b le modalità di organizzazione, su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo durata e le materie di corsi di aggiornamento finalizzati ad elevare il livello professionale o riqualificare gli operatori in attività, prevedendo forme di incentivazione per la partecipazione ai corsi da parte degli operatori delle piccole e medie imprese del settore commerciale.

Sono fatti salvi i requisiti professionali posseduti prima dell'entrata in vigore della presente legge. Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, depositi, su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo di lavorazione, uffici, servizi; f esercizi di vicinato, quelli aventi superficie di vendita: 1 non superiore a metri quadrati nei Comuni con popolazione residente fino a diecimila abitanti; 2 non superiore a metri quadrati nei Comuni con popolazione residente superiore a diecimila abitanti; g medie strutture di vendita, gli esercizi aventi superficie di vendita superiore a quella degli esercizi di vicinato nei limiti stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 2, comma 1; h grandi strutture di vendita, gli esercizi aventi superficie di vendita superiore a quella delle medie strutture, nei limiti stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 2, comma 1; i centro commerciale, una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente.

Il commercio all'ingrosso, ivi compreso quello relativo ai prodotti ortofrutticoli, carnei ed ittici, è esercitato previa verifica dei requisiti urbanistici e di destinazione d'uso, nonché dei requisiti di cui agli articoli 8 e 9, effettuata dalla CCIAA competente al momento dell'iscrizione al registro delle imprese.

Tale iscrizione costituisce titolo abilitante all'esercizio dell'attività. È vietato l'esercizio congiunto nello stesso locale dell'attività di vendita all'ingrosso e al dettaglio. Il divieto di cui al comma 2 non si applica per la vendita dei seguenti prodotti: a macchine, attrezzature e articoli tecnici per l'agricoltura, l'industria, il commercio e l'artigianato; b materiale elettrico; c colori e vernici, carte da parati; d ferramenta ed utensileria; e articoli per impianti idraulici, a gas ed igienici; f articoli per riscaldamento; g strumenti scientifici e di misura; h macchine per ufficio; i auto, moto, cicli e relativi accessori e parti di ricambio; l combustibili; m materiali per l'edilizia; n legnami.

Su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo perdita dei requisiti di cui al comma 1 comporta la cancellazione dal registro delle imprese a cura della CCIAA. L'apertura, il trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie di vendita e la modifica di settore merceologico di un esercizio di vicinato sono soggetti a dichiarazione su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo inizio di attività DIA da presentare, ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agoston.

Alla DIA deve essere allegata apposita planimetria che individui i locali e le aree in cui si intende esercitare l'attività di vendita. Contestualmente all'inizio dell'attività, l'interessato ne dà comunicazione al Comune e alla CCIAA territorialmente competenti. L'attività di vendita è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico - sanitaria, dei regolamenti edilizi e delle norme urbanistiche e di sicurezza e di destinazioni d'uso dei locali. Negli esercizi di vicinato abilitati alla vendita dei prodotti alimentari è consentito il consumo immediato dei medesimi prodotti, a condizione che siano esclusi il servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente finalizzate.

E' consentita la dotazione di soli piani di appoggio. Ai fini di cui al comma 6 per i locali dell'esercizio si su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo i locali e le aree individuate nella planimetria allegata alla DIA di cui al comma 2. Il Comune dispone la chiusura di un esercizio di vicinato: a qualora vengano meno i requisiti di cui agli articoli 8 e 9; b qualora l'attività sia sospesa per un periodo superiore a quello di cui all'articolo 58, indipendentemente da intervenuti trasferimenti di titolarità; c qualora non siano osservati i provvedimenti di sospensione dell'attività; d qualora vengano commesse gravi e reiterate violazioni delle disposizioni contenute nella presente legge.

La reiterazione si verifica qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte in un periodo di dodici mesi, anche se si è proceduto al pagamento in misura ridotta della sanzione. L'apertura, il trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie di vendita e la modifica di settore merceologico di una media struttura di vendita sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio.

Il Comune, sulla base di quanto stabilito nel regolamento di cui all'articolo 2, comma 1, definisce le condizioni, le procedure ed i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 1, previa concertazione con le organizzazioni imprenditoriali del commercio, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative, nonché con le altre parti sociali interessate individuate dal Comune medesimo.

Il Comune stabilisce il termine, comunque non superiore ai novanta giorni dalla data di ricevimento, entro il quale le domande di autorizzazione devono ritenersi accolte qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego, nonché stabilisce la correlazione dei procedimenti di rilascio del permesso di costruire inerente l'immobile e dell'autorizzazione di cui al comma 1. L'attività di vendita è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico-sanitaria, dei regolamenti edilizi, delle norme urbanistiche e di sicurezza nonché di quelle relative alle destinazioni d'uso dei locali.

L'autorizzazione di cui al comma 1 decade: a qualora vengano meno i requisiti di cui agli articoli 8 e 9; b qualora, salvo proroga in caso di comprovata necessità e su motivata istanza, l'attività non sia iniziata entro un anno dalla data del rilascio; c qualora l'attività sia sospesa per un periodo superiore a quello di cui all'articolo 58, indipendentemente da intervenuti trasferimenti di titolarità; d qualora non siano osservati i provvedimenti di sospensione.

L'apertura, il trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie e la modifica di settore merceologico di una grande struttura di vendita sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio secondo le procedure previste nel presente articolo.

La domanda di rilascio dell'autorizzazione è esaminata da una conferenza di servizi indetta dal Comune e composta da un rappresentante della Regione, un rappresentante della Provincia e un rappresentante del Comune. La conferenza di servizi di cui al comma 2 decide in base alla conformità dell'insediamento al regolamento di cui all'articolo 2, comma 1, nonché agli strumenti urbanistici vigenti e al rispetto del PTC di cui all'articolo 3, comma 1. Alle riunioni della conferenza di servizi, svolte in seduta pubblica, partecipano a titolo consultivo rappresentanti dei Comuni contermini, delle organizzazioni imprenditoriali del commercio, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, delle associazioni dei consumatori e delle altre parti sociali interessate individuate dal Comune, maggiormente rappresentative in relazione al bacino d'utenza interessato dall'insediamento.

Ove il bacino d'utenza riguardi anche parte del territorio di altra regione confinante, la conferenza di servizi richiede alla stessa un parere non vincolante. Le deliberazioni della conferenza sono adottate a maggioranza dei componenti entro novanta giorni dallo svolgimento della prima riunione. Il rilascio dell'autorizzazione è subordinato al parere favorevole del rappresentante della Regione.

La domanda si intende accolta qualora, entro centoventi giorni dalla data della prima riunione della conferenza di servizi, non sia stato comunicato al richiedente il provvedimento di diniego.

In caso di parere positivo della conferenza di servizi, il Comune provvede al rilascio dell'autorizzazione entro trenta giorni dallo svolgimento della conferenza stessa; entro lo stesso termine, in caso di parere negativo, il comune provvede a comunicare al richiedente il motivato diniego.

La domanda si intende accolta qualora, decorsi trenta giorni dal parere positivo espresso dalla conferenza di servizi, il Comune non abbia provveduto al rilascio dell'autorizzazione. Il Comune definisce la correlazione dei procedimenti di rilascio del permesso di costruire inerente l'immobile e dell'autorizzazione di cui al comma 1. L'attività di vendita è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico-sanitaria, di edilizia, di urbanistica, di sicurezza e di destinazione d'uso dei locali.

L'autorizzazione di cui al comma 1 decade: a qualora vengono meno i requisiti di cui agli articoli 8 e 9; b qualora, salvo proroga in caso di comprovata necessità e su motivata istanza, l'attività non sia iniziata entro due anni dalla data del rilascio; c qualora l'attività sia sospesa per un periodo superiore a quello di cui all'articolo 58, indipendentemente su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo intervenuti trasferimenti di titolarità; d qualora non siano osservati i provvedimenti di sospensione.

L'apertura, il trasferimento di sede, l'ampliamento della superficie e la modifica del settore merceologico di un centro commerciale sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio, sulla base delle disposizioni di cui agli articoli 14 e 15 in relazione alle dimensioni complessive della struttura. Le medie e le grandi strutture di vendita presenti all'interno del centro commerciale sono autorizzate con autonomi atti contestuali o successivi; gli esercizi di vicinato sono soggetti alla DIA di cui all'articolo L'intestazione dell'autorizzazione ad altro soggetto, diverso dal promotore originario, non configura subingresso.

Il Comune regola uniformemente gli orari delle attività presenti all'interno del centro commerciale. E' vietato porre in vendita negli outlet merci diverse da quelle identificate dall'unico marchio.

I soggetti titolari di outlet sono tenuti a rispettare le norme inerenti le vendite straordinarie e promozionali. Gli outlet possono assumere la forma di esercizio di vicinato, media struttura di vendita, grande struttura di vendita, centro commerciale. Ferma restando l'applicazione delle disposizioni vigenti in materia di pubblicità ingannevole, l'uso della denominazione di outlet in violazione del presente articolo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.

In caso di violazione grave o di recidiva, il Comune ove ha sede l'esercizio dispone la sospensione dell'attività di vendita per un periodo non inferiore a cinque giorni e non superiore a trenta giorni. Le imprese commerciali esistenti che utilizzano la denominazione di outlet in difformità da quanto previsto su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo presente legge, devono adeguarsi entro sei mesi dalla sua entrata in vigore.

Fermo restando quanto previsto dal d. L'attività è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico - sanitaria, dei regolamenti edilizi e delle norme urbanistiche, di sicurezza e di destinazione d'uso dei locali.

Le attività commerciali o di somministrazione di alimenti e bevande, svolte congiuntamente nei su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo di cui al comma 1 sono soggette alle disposizioni rispettivamente previste dalla presente legge per le medesime attività.

Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano agli esercizi commerciali o di somministrazione di alimenti e bevande che mettono a disposizione della clientela un solo terminale di rete, nonché alle biblioteche, alle mediateche, alle scuole, alle strutture ricettive e alle tabaccherie. Sono fatte salve le disposizioni contenute nel decreto legge 27 luglion.

Nei Comuni montani con popolazione inferiore a 1. Gli esercizi polifunzionali devono garantire orari settimanali e periodi di apertura minimi da stabilire in accordo con il Comune. I Comuni possono concedere, con convenzione, l'uso di immobili ad aziende commerciali che ne facciano richiesta per l'attivazione di esercizi polifunzionali. I Comuni possono stabilire particolari agevolazioni a favore degli esercizi polifunzionali.

Gli esercizi polifunzionali, nonché gli esercizi commerciali di cui agli articoli 13, 14, 15 e 16 che effettuano attività di vendita al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione ai sensi dell'articolo 5 del d. Sono considerate forme speciali di vendita al dettaglio: a gli spacci interni; b la vendita per mezzo di apparecchi automatici; c la vendita per corrispondenza o tramite televisione, internet o altri sistemi di comunicazione; d la vendita presso il domicilio dei consumatori.

L'attività di commercio al dettaglio di prodotti a favore di dipendenti da enti o imprese, pubblici o privati, di militari, di soci di cooperative di consumo, di aderenti a circoli privati, nonché la vendita nelle scuole e negli ospedali esclusivamente a favore di coloro che hanno titolo ad accedervi, deve essere svolta in locali non aperti al pubblico e che non abbiano accesso dalla pubblica via.

Nella DIA di cui all'articolo 13 deve essere dichiarata, in particolare, la sussistenza dei requisiti di cui agli su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo 8 e 9 della persona preposta alla gestione su regolazione di vendita al minuto di prodotti alcolici e prevenzione di alcolismo spaccio, il rispetto delle normative in materia igienico-sanitaria, di sicurezza alimentare e sicurezza dei locali, il settore merceologico, l'ubicazione e la superficie di vendita.

L'attività di commercio al dettaglio mediante distributori automatici è soggetta alla DIA di cui all'articolo 13, nella quale deve essere dichiarata la sussistenza dei requisiti di cui agli articoli 8 e 9, il settore merceologico, l'ubicazione, nonché l'osservanza delle norme sull'occupazione del suolo pubblico nel caso in cui l'apparecchio automatico viene installato sulle aree pubbliche. L'attività di commercio al dettaglio mediante distributori automatici effettuata in apposito locale ad essa adibito in modo esclusivo è soggetta alle disposizioni concernenti l'apertura di un esercizio di vendita, fatto salvo quanto stabilito agli articoli 63 e 64 per la somministrazione di alimenti e bevande mediante distributori.

E' vietata la vendita mediante distributori automatici di bevande alcoliche. Per l'esercizio della vendita al dettaglio per corrispondenza, tramite televisione, internet o altri sistemi di comunicazione, la DIA di cui all'articolo 13 è presentata al Comune nel quale l'esercente ha la residenza o la sede legale con l'indicazione della sussistenza dei requisiti di cui agli articoli 8 e 9 e del settore merceologico interessato.

E' vietato l'invio di prodotti al consumatore, se non a seguito di specifica richiesta, salvo che si tratti di campioni ovvero di omaggi senza spese o vincoli per il consumatore. Sono vietate le operazioni di vendita all'asta realizzate per mezzo della televisione o di altri sistemi di comunicazione.