Letteratura da alcolismo

Alcolismo: uscirne è possibile

Colm di medicina di medicina

L'assunto è presto detto: alcol e letteratura letteratura da alcolismo un connubio tanto antico quanto geograficamente ampio. La loro sacra unione affonda nei millenni, per realizzarsi praticamente in ogni tipo di civiltà.

Ma già dire "vino" solleva un problema. Come possiamo infatti definire tale, almeno rispetto alle nostre abitudini, la potentissima salsa che i romani amavano diluire attentamente letteratura da alcolismo i loro sterminati banchetti? Cosa pensare, poi, delle infinite varietà di acquavite, estratte da tante piante nel corso dei secoli?

E quanto alle coppe che circolano vorticosamente nelle quartine composte all'inizio del dal poeta persiano Omar Khayyam, che cosa avranno davvero contenuto? Ah parolai! Insomma, evitiamo il rischio di smarrirci nell'immensa foresta delle varietà etilico-letterarie, dalla Scandinavia al Messico, dalla Grecia alla Cina, e riprendiamo il nodo della questione, costituito appunto dal quasi indissolubile legame tra versi, prosa e alcol.

Il tema è di recente tornato alla ribalta grazie a due saggi apparsi sul mercato anglosassone e accolti con vivo interesse. Il titolo del primo è ispirato a una battuta del dramma di Tennessee Williams La gatta sul tetto che scotta, quando uno dei personaggi ricorre all'espressione "trip to Echo Spring" per indicare il bourbon.

Da notare, di passaggio, che il precedente libro della Laing, To the River, era stato dedicato ai rapporti fra la letteratura inglese e l'acqua Al contrario, il suo nuovo volume si concentra sull'opera "alcolica" di sei letteratura da alcolismo americani, ossia Hemingway, Williams, Carver, Cheever, Berryman e Fitzgerald.

Quanto al testo di Osborne, si tratta invece di un viaggio vero e proprio, intrapreso nel mondo musulmano per osservare l'impiego degli alcolici sotto una prospettiva priva di preconcetti. La sua provocazione scatta esattamente alle 18,10 improrogabile limite del cocktail letteratura da alcolismo, e letteratura da alcolismo conduce spesso in situazioni di estremo pericolo.

Inutile dire che entrambi i volumi pullulano di citazioni. Infatti una fra le caratteristiche del rapporto che stringe alcol e letteratura, consiste nel piacere di commentare, e assai spesso addirittura letteratura da alcolismo, la sostanza cui tanto deve l'ispirazione.

È come se la gratitudine degli autori verso la letteratura da alcolismo liquida musa li spingesse a sdebitarsi dei tesori scoperti grazie a lei. Non per niente, nella Parigi di fine Ottocento, i poeti maledetti ribattezzarono il letale assenzio con il nome di "fata verde". In effetti, c'è qualcosa di magico nell'idea di poter attingere un grado superiore di conoscenza e d'arte ricorrendo a ingredienti fermentati.

Olivia Laing menziona per esempio il suicidio del padre nel caso di Berryman e Hemingway o l'anaffettività della madre che afflisse in particolar modo Cheever. Due sono le letteratura da alcolismo, unite o separate: 1. Ha una paura matta di qualcosa 2. Senz'altro in disaccordo sarebbe la messe degli scrittori russi che, da Tolstoij a Dostoevskij, da Erofeev a Dovlatov, soggiacque, più o meno consenziente, all'insinuante richiamo del liquore lo ricorda fra gli altri The Dedalus book of Vodka di Geoffrey Elborn, appena edito da Dedalus.

Ma nel crudele bilancio fra vantaggi e svantaggi, avere e dare, euforia artistica e cirrosi epatica, la parola definitiva rimane forse letteratura da alcolismo di Ernst Jünger, che nel suo saggio Avvicinamenti. Cerca nel sito.