In trattamento di Tobolsk di alcolismo

Viaggio nella Terra di Nessuno - Alcolisti

Come insegnare a una buona lezione il marito che beve e cammina

È un nome indissolubilmente legato a un altro: Romanov. In trattamento di Tobolsk di alcolismo coloro che gravitarono attorno alle corti imperiali di ogni tempo e nazione mai nessuno fu tanto abile nell'ammaliare uomini e donne di potere senza l'aiuto un titolo nobiliare e con una limitatissima istruzione. Crebbe nella cultura contadina e rimase fondamentalmente un semianalfabeta in trattamento di Tobolsk di alcolismo tutta la vita.

Gli adepti di tale setta sostenevano che per comprendere appieno l'essenza di Dio era in trattamento di Tobolsk di alcolismo peccare. Tramite l'intima conoscenza del male il peccatore poteva pentirsi, confessare e infine ottenere il perdono. Un circolo vizioso, che aveva come obiettivo la catarsi, in cui l'uomo si macchiava di ogni tipo di colpa per continuare a godere della grazia divina. Diceva di aver avuto delle visioni e di essere guidato dal volere di Dio. La creazione di una famiglia non interruppe il suo vagabondare.

Era ilaveva poco più di trent'anni e con i suoi pellegrinaggi aveva coperto gran parte dell'impero. Il giovane imperatore era salito al in trattamento di Tobolsk di alcolismo alla fine deldopo la morte improvvisa di suo padre, morto il 20 ottobre, a quarantanove anni. La prematura dipartita del sovrano aveva costretto un ragazzo di ventisei anni a prendere in mano le redini di un immenso paese. Sentendosi schiacciato dal peso di una corona che non si sentiva pronto a indossare, Nicola pregava da tempo affinché Dio inviasse una guida per aiutarlo ad affrontare tutte le responsabilità che stavano ricadendo sulle sue fragili spalle.

Il ragazzo aveva scelto di sposare la principessa di origini tedesche Alessandra di Hesse, cugina di terzo grado, contro il volere dei genitori. Le nozze erano state celebrate mentre l'intero paese piangeva ancora la scomparsa del vecchio sovrano.

Seguirono altre tre figlie: Tatiana, Maria e Anastasia. I due sovrani erano preoccupati dal mancato arrivo di un erede maschio e per sconfiggere quella che pensavano fosse una in trattamento di Tobolsk di alcolismo chiamarono a palazzo ogni sorta di guaritori, maghi e sensitivi, gente di dubbia fama ansiosa di ingraziarsi gli imperatori con ogni mezzo.

Finalmente, il 30 luglionacque Alessio. Alessandra incolpava se stessa e il sangue malato che scorreva nelle vene di molti membri della sua famiglia, afflitti dalla stessa malattia.

Nicola sfogava il suo dolore scrivendo nel diario: "È una cosa terribile dover vivere con questa ansia continua. Rasputin apparve nella vita dei Romanov nel e li colse in un momento di estrema fragilità psicologica ed emotiva.

Terreno fertile per uno scaltro manipolatore d'anime come lui. A San Pietroburgo, in pochi mesi, aveva creato attorno a sé una rete di amicizie e conoscenze destinate a portarlo molto in alto. Si racconta di come il suo carisma riuscisse a conquistare il cuore di molte donne aristocratiche con le quali intratteneva relazioni non proprio platoniche. Tra coloro che si dichiaravano sue ammiratrici c'era anche Anna Vyrubova, una cara amica della Zarina.

In ogni caso l'episodio fu sufficiente a trasformare un semplice ex contadino e pseudoprete in un membro della famiglia reale. Riceveva quotidianamente tutti coloro che chiedevano il suo aiuto. La famiglia reale aveva scelto il silenzio per non distruggere l'ottimismo che si era diffuso tra la popolazione dopo la tanto sospirata nascita di un erede al trono. Tra le varie testimonianze dell'epoca ci sono quelle di chi parla di banchetti durante i quali il monaco si ubriacava regolarmente, mangiava con le mani e poi si faceva leccare le dita dalle sue devote commensali.

È leggendaria la sua avversione per l'acqua e il modo in cui si svolgevano i suoi rari bagni. Preferiva quelli collettivi, ovvero amava immergersi in grandi vasche con altre donne per farsi lavare in una sorta di cerimonia di purificazione molto alternativa. Le malignità investirono anche le quattro figlie che si pensava fossero ben disposte a soddisfare le perversioni del monaco.

Sembra che fosse lui stesso, ubriaco fradicio a ogni festa, ad affermare che lo Zar era un fantoccio nelle sue mani e a raccontare degli incontri a sfondo sessuale tra lui, la Zarina e le figlie.

Nicola II aveva firmato la propria condanna a morte. Rasputin occupava adesso una posizione di prestigio e molti dei suoi simpatizzanti si erano trasformati in acerrimi nemici. I monaci e i vescovi che si opponevano a lui o discutevano il suo operato presso la famiglia dello Zar venivano prontamente spediti in qualche remoto monastero.

Il 28 giugno l'Arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo fu assassinato a Sarajevo e la prima guerra mondiale ebbe inizio. Nicola continuava a essere un sovrano pieno di insicurezze e spesso si appoggiava alla Zarina per un consiglio. Sapendo che Alessandra a sua volta si appoggiava all'onnipresente Rasputin, tutti pensarono che il monaco fosse arrivato ad avere il controllo totale su ogni questione concernente l'impero.

Le ingenti perdite umane tra le truppe russe si dovevano alla scarsità di armi e addirittura all'inadeguatezza dei vestiti per i soldati, due gravissime carenze alle quali Nicola non riusciva a porre rimedio per la sua incapacità decisionale. Aveva paura di allontanare Rasputin e di mettere a repentaglio la vita di Alessio. Si narra che il monaco si fosse offerto di benedire i militari e che il capitano gli avesse risposto con il seguente messaggio: "Vieni pure. I licenziamenti all'interno del governo si susseguirono copiosi e le cariche, ovviamente, furono ricoperte da fedeli sostenitori di Rasputin.

Bisogna ammetterlo: i veri responsabili della tragica fine dei Romanov sono i Romanov stessi. Rasputin fu solo molto abile ad approfittare di persone deboli e di una situazione già di per sé traballante.

Dopo questa veloce analisi dei fatti storici è facile comprendere perché i membri della famiglia reale vicini alla coppia Alessandra-Nicola decisero che il monaco doveva essere eliminato. La morte di Rasputin è celebre perché è una delle più cruente e macchinose che la storia ricordi.

Infatti il monaco, protetto da forze oscure o semplicemente dotato di una fibra molto forte, mise in seria difficoltà i suoi assassini. Irina era una delle poche donne che ancora mancavano alla sua personale collezione di dongiovanni impenitente e non poteva lasciarsi sfuggire una simile occasione. Non sapeva che Irina si era rifiutata di prendere parte al complotto e si trovava molto lontano dal suo palazzo. Il piano era semplice: l'avrebbero avvelenato.

Per essere sicuro del risultato Felix aggiunse cianuro ai dolci, al tè e al vino il madera che il monaco adorava. Accadde invece che Rasputin, mezzo ubriaco, chiese a Felix di suonare la chitarra per lui fino alle due del mattino, ora in cui propose di andare a fare un giro in città. I tre decisero di passare alle maniere forti. Felix scese con una pistola e si dice vide il monaco che pregava ai piedi di un crocefisso.

Arrivarono i due complici in trattamento di Tobolsk di alcolismo aiutarono Felix a spostare il monaco dal prezioso tappeto di pelliccia sul quale era caduto. Rasputin era ancora vivo, ma pensarono che sarebbe morto per dissanguamento entro pochi minuti. Spensero la luce, chiusero la porta e salirono al piano di sopra per discutere su come liberarsi del corpo.

Un'ora dopo Felix scese a controllare. Mentre scendeva le scale fu costretto a soffocare un urlo di orrore. Rasputin stava barcollando verso la porta, tra gemiti e parole sconnesse. Vladimir lo raggiunse e prese a sferrare calci furiosi alla testa del monaco con i robusti stivali finché non smise di muoversi.

Non è chiaro se sia stato anche ripetutamente pugnalato e preso a randellate, ma sta di fatto che a quel punto respirava ancora. Si pensa che fosse sopravvissuto all'avvelenamento per via della gastrite cronica causata dall'alcolismo. I succhi gastrici avrebbero attenuato gli effetti del veleno. Già poche ore dopo Felix e Vladimir venivano interrogati dalla polizia. Gli inesperti assassini avevano lasciato tracce evidenti del loro crimine dappertutto, in trattamento di Tobolsk di alcolismo nel palazzo sia nel giardino.

Prima dell'incontro fatale avevano ordinato al monaco di non rivelare a nessuno la sua destinazione, ma questi aveva invece avvertito parecchie persone, incluse le due figlie che da qualche tempo vivevano con lui. Furono proprio queste a guidare la polizia alla casa di Felix. Il principe aveva nel frattempo sparato al suo cane per deporlo in giardino e confondere le tracce di sangue lasciate da Rasputin.

Gli investigatori non si lasciarono ingannare: in trattamento di Tobolsk di alcolismo troppo sangue per un cane e molte persone avevano udito gli spari. In trattamento di Tobolsk di alcolismo II fece ritorno nella capitale e decise di mandare in esilio i due colpevoli. La nobiltà vedeva in Felix e Vladimir due eroi che li avevano liberati dall'ingombrante presenza di Rasputin. Invece i contadini considerarono l'omicidio del monaco come l'ennesimo sopruso ai danni del popolo da parte degli aristocratici.

La sua morte fu quindi la goccia che fece traboccare il vaso. Come scrisse più tardi la Grand Duchessa Maria Pavlova: " I partecipanti al complotto compresero in seguito che agendo con l'intento di preservare l'antico regime gli avevano invece dato il colpo di grazia.

A soli tre mesi dalla morte di Rasputin, la famiglia reale fu imprigionata, molti membri furono arrestati e almeno venti fucilati sul posto. Meno di due anni dopo la morte del monaco pazzo, la famiglia reale veniva annientata nel più barbaro dei modi. Nelle foto scattate all'epoca la stanza in cui avvenne il massacro si in trattamento di Tobolsk di alcolismo come un mattatoio.

Nicola, Alessandra, Maria, Olga, Tatiana, Anastasia e Alessio furono crivellati dai proiettili che devastarono un'intera parete.

Poi i corpi furono infilzati con le baionette, portati all'aperto, denudati, fatti a pezzi con seghe e asce, e infine bruciati. Le ossa che sopravvissero alle fiamme furono gettate in una miniera che fu poi fatta saltare in aria.

In seguito a questo inumano trattamento inflitto ai cadaveri nacque il mistero di Anastasia. I resti recuperati non permettono di stabilire se effettivamente tutti i membri della famiglia fossero presenti il giorno del massacro.

Di Rasputin non è rimasto nulla se non l'indelebile ricordo. Durante le sommosse bolsceviche la sua tomba fu violata, il corpo bruciato e le ceneri disperse. C'è un museo russo che si vanta di conservare in un barattolo il suo pene, ma non ci sono prove che si tratti di un reperto genuino. Il monaco aveva previsto la sua morte con largo anticipo. Lo scrisse chiaramente nei suoi diari, ricchi, tra l'altro, di profezie alla Nostradamus che prospettano per l'umanità un futuro di morte e disperazione.

Ecco cosa scrive riguardo la propria fine e quella dei Romanov: " Sento che devo morire prima dell'anno nuovo. Essi dovranno lasciare la Russia.

I fratelli uccideranno i fratelli, ed essi si uccideranno l'un l'altro. E per venticinque anni non ci saranno nobili nel Paese. Zar della terra di Russia, se tu odi in trattamento di Tobolsk di alcolismo suono delle campane che ti dice che Grigorij è stato ucciso, devi sapere questo. Se sono stati i tuoi parenti che in trattamento di Tobolsk di alcolismo provocato la mia morte, allora nessuno in trattamento di Tobolsk di alcolismo tua famiglia, cioè nessuno dei tuoi figli in trattamento di Tobolsk di alcolismo dei tuoi parenti rimarrà vivo per più di due anni.

Essi saranno uccisi dal popolo russo Pregate, pregate, siate forti, pensate alla vostra benedetta famiglia. In un altro punto dei suoi scritti dichiara: "