Esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo

Alcolismo: uscirne è possibile

La codificazione da alcolismo Dnipropetrovsk

E' grosso modo un libro comico sulla morte. Cos lo stesso Saul Bellow ha definito - in un'intervista a Newsweek - il suo ultimo, attesissimo, celebrato e discusso romanzo. Giunto alla maturit, il protagonista Charles Citrine - coetaneo e in gran parte alter ego dell'Autore - si trova sbalzato, da un mondo di quasi-certezze e di quasi-sicurezza in primo luogo quella offerta dal denaro, linfa vitale della societ in un pantano di dubbi, di rimorsi metafisici e preoccupazioni esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo.

Le sue giornate sono una congerie di buffe esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo. E' attaccato da ogni parte: l'ex moglie lo cita in tribunale per spolparlo, l'amante briga per incastrarlo in una nuova trappola nuziale, il fisco lo tartassa, un amico imbroglione colto e snob lo salassa. Poi ci si mette anche un gangster da quatto soldi pazzoide ma a suo modo affascinante - a strapazzarlo ben bene, alternando fantasiose minacce a fantastiche proposte.

Se il futuro inquietante, il passato non meno incerto. E', infatti, soprattutto un ricordo a non dar requie a Citrine: quello del suo amico Humboldt, poeta dall'esordio folgorante, negli anni Trenta, poi travolto da machiavelliche ambizioni di potere, risucchiato nel gorgo della follia, morto in miseria in uno squallido albergo, abbandonato da tutti, anche - ahi lui - dall'amico fraterno Citrine. Grande, erratica figura - parte genio, parte buffone - il personaggio di Humboldt gi morto da anni all'inizio del romanzo, in cui per campeggia con leonina autorit, saturnina malinconia si ispira al poeta maledetto Delmore Schwartz, caro amico di Bellow, tanto scomodo all'establishment in vita quanto utile a esso dopo morto.

Per placare, appunto, l'inquieto fantasma, Citrine tenta di mettersi in contatto coi defunti e - scartato lo spiritismo, abbracciate le dottrine antroposofiche - sogna di portar avanti in qualche modo l'opera di Humboldt e, insieme, di scoprire un modo pi corretto di pensare alla morte. Pensieri, peraltro, di continuo intralciati da intrusioni e esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo.

Finch Humboldt, dall'oltretomba, beffardo deus ex machina, non interverr a mutare nuovamente la sorte dell'amico con un improbabile, patetico dono che ha tutta l'aria di una burla postuma. Ai colpi di scena, frequenti, talvolta esilaranti, si alternano e s'intrecciano quelle che Citrine-Bellow definisce le sue occasioni mentali. Se spezzano l'azione, esse vi gettano sprazzi di luce intensa, ora d'un fulminante sarcasmo, ora d'una sorniona saggezza, assumendo in alcuni casi.

Ampie riflessioni - come osservava Paolo Milano sull'Espresso - sulla natura dell'America, sul dilemma valore o potere dell'intellettuale, sulla noia e sul denaro e soprattutto sulla morte. Un romanzo di idee, stato giustamente definito. E, a chi l'accusa di prolissit non senza fondamento; cosa del resto self-ironizzata dallo stesso Citrine nella metafora autolesionistica del suonatore di mandolino che pizzica ogni nota dieci volte risponde Richard Rhodes dalla Chicago Tribune: The talk is all, and marvelous talk it is Il discorso, la chiacchiera, tutto e, qui, la chiacchiera meravigliosa.

Ma possiamo anche pensare a un ironico idiota dostoievskiano. Se non sono mancati dissensi fra cui quello di John Updike sul New Yorker la critica anglosassone ha accolto con grande favore, o comunque con enorme attenzione, questo romanzo.

Saul Bellow, massimo narratore americano vivente e esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo dei maggiori del mondo, nato nel a Lachine Quebec da genitori emigrati dalla Russia. E' quasi sempre vissuto a Chicago, dove ha studiato fino al compimento degli studi universitari e dove tuttora risiede. Ha scritto: L'uomo in bilicoLa vittimaLe avventure di Augie MarchIl re della pioggiaHerzogi racconti raccolti in Addio alla casa giallaIl pianeta di Mr Sammler e alcuni testi teatrali fra i quali L'ultima analisi.

Il libro di ballate pubblicato da Von Humboldt Fleisher negli anni Trenta riscosse un immediato successo.

Humboldt era, appunto, colui che tutti quanti attendevano. Io per me l'aspettavo ardentemente, dal mio fondo di provincia nel Midwest, ve l'assicuro. Scrittore d'avanguardia - il primo della sua generazione - era bello, era biondo, corpulento, serio e insieme spiritoso, ed era colto.

Insomma, aveva tutto. Nessun giornale manc di recensire il suo libro. La sua foto comparve sulla rivista Time senza ingiurie, su Newsweek con elogi. Io le lessi con trasporto, le Ballate di Arlecchino. Ero studente all'Universit del Wisconsin e non pensavo ad altro, giorno e notte, che alla letteratura. Humboldt mi rivel nuovi orizzonti, nuovi modi di fare. Andavo in estasi. Gl'invidiavo il talento e la fortuna, invidiavo la sua fama. E, a maggio, me n'andai all'Est proprio per lui: contando di vederlo, magari d'avvicinarlo.

Il viaggio, in corriera, passando per Scranton, dur una cinquantina di ore. Che importava? Guardavo dal finestrino: non avevo mai visto, prima, vere montagne.

Gli alberi mettevano gemme e germogli. Pareva la Pastorale di Beethoven. Mi sentivo inondare di verde, dentro di me. Anche Manhattan mi and subito a genio. M'affittai una camera, molto modesta, e trovai un lavoro: vendevo spazzole di porta in porta.

Tutto quanto mi dava una selvaggia eccitazione. Siccome avevo scritto a Humboldt una lunga lettera, da ammiratore, venni presto invitato a casa sua, per conversare di letteratura, di altre cose elevate. Mi offr del caff nero e, nella stessa tazza, vers pure del gin.

Mi hai l'aria di un bravo ragazzo, tu, Charlie mi disse. Non sarai mica un furbacchione, alle volte? Mi sa tanto che diventerai presto calvo. E che occhi grandi che hai, belli, espressivi! Per senz'altro ami la letteratura, e questo quel che pi conta. Hai sensibilit mi disse. Era un pioniere, nell'uso di quella parola. Di l a poco sensibilit fece furore. Humboldt fu esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo gentile con me. Mi esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo conoscere gente del Village, mi procur esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo da recensire.

Io gli ho sempre voluto molto bene. Il successo di Humboldt dur circa dieci anni. Sullo scorcio degli anni Quaranta cominci a declinare. All'inizio degli anni Cinquanta io divenni famoso a mia volta. Feci perfino un mucchio di quattrini. Ah, il denaro! Humboldt me li rinfaccer sempre. Negli ultimi anni esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo sua vita - quando non fosse troppo depresso per parlare, e non fosse rinchiuso in manicomio - andava in giro per New.

York a dir male di me e del mio milione di dollari. Prendiamo il caso di Charlie Citrine. E' arrivato senza un soldo dal Wisconsin, venuto a bussare alla mia porta. E adesso ha un milione di dollari. Come pu uno scrittore, o un intellettuale, fare soldi a palate cos? Un Keynes, d'accordo. Un genio dell'economia, di statura mondiale, un principe di Bloomsbury diceva Humboldt.

Sposato con una ballerina russa. Il denaro ne consegue. Esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo chi diavolo Citrine, per diventare ricco in questa maniera? Eravamo molto amici soggiungeva, per l'esattezza. Ma c' un nonsoch di perverso, in quell'individuo. Dopo aver fatto la grana, perch andato a seppellirsi in provincia? Che ci sta a fare, a Chicago? Ha paura che lo smascherino, ecco tutto. Quando aveva la mente abbastanza lucida, ce la metteva tutta a denigrarmi.

E gli riusciva egregiamente. Non vero ch'io mirassi al denaro. Oh, dio, no. Quel che volevo era riuscir a fare qualcosa di buono. Era questo, che bramavo, da morire. Tale senso del buono risaliva ai miei verdi anni e era tutt'uno col mio singolare concetto dell'esistenza stessa: come chi, immerso nelle cristalline profondit della vita, annaspando tentoni ricerchi, pieno d'ebbrezza e disperazione, un significato: una persona, dico, che abbia un acuto sesto senso per i veli dipinti, per Maya, per cupole di vetro multicolore istorianti il radioso biancore dell'eternit, e che trepidi nell'immenso intenso inane Ero decisamente pazzo per queste cose.

Humboldt lo capiva bene ma, verso la fine, non poteva pi permettersi di offrirmi comprensione e simpatia. Malato e malevolo, non mi perdonava nulla. Seguitava a calcare sulla contraddizione fra veli dipinti e mucchi di quattrini. Ma il denaro ch'io facevo, in realt si faceva da s.

Era il capitalismo stesso, a farlo, per oscure e comiche ragioni sue proprie. Era il mondo a far quei soldi. L'altr'ieri leggevo sul Wall Street Journal, a proposito di benessere e malinconia: Mai, nei cinque millenni della storia del mondo, esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo uomini furono tanto abbienti.

Una mentalit formatasi in cinque millenni di penuria per forza distorta. Il cuore mal sopporta di codesti mutamenti. Certe volte li rifiuta, punto e basta. Negli anni Venti, i monelli di Chicago cercavano tesori esser cifrato da alcolismo la San Pietroburgo disgelo di marzo.

Mucchi di neve sudicia bordavano le vie e, quando si scioglievano, un'acqua tersa e tortuosa correva nei rigagnoli, e l potevi far bottino di cose meravigliose: tappi di bottiglia, rotelline dentate, monete di rame.