Entin m di alcolismo

Viaggio nella Terra di Nessuno - Alcolisti

Cura di alcolismo in Cherkasy

Tesi di Laurea Home in. Tesi di Laurea. Recommend Documents. Corso di Laurea magistrale ordinamento ex D. Relatrice Ch. Paolo Benini La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 1 di A chi mi vuole bene, a chi mi manca, a chi mi regala un sorriso, a chi soffre. A chi mi ascolta, a chi aiuta e non chiede nulla.

Alla giraffa del circo scappata a Imola, l'ultimo giorno d'estate, morta libera1. Perchè abbiamo accettato per troppo tempo che l'istituzionalizzazione uccidesse l'anima e aggredisse l'essere umano? Mosher in Vite-Lives di E. Ed ora, nel entin m di alcolismo da cui difendersi entin m di alcolismo stanno gli stranieri, i disabili, i malati mentali, gli insani come un tempo neppure troppo lontano, con nomi diversi, ci stavano i maniaci, i dementi, i folli, gli alcolizzati, i troppo poveri.

Apparentemente l'esclusione costa meno e nelle menti più ottuse è sempre apparsa come un sistema ottimale e funzionante per mantenere il rigore, la disciplina, in sostanza attuare il controllo sociale.

Come se, facendo finta di non vedere o ancora peggio, unendoci un po' di disprezzo, la diversità sparisse; magicamente se ne andasse altrove.

Lontana dagli occhi e lontana dal cuore. Come da proverbio. Se la comunità ne ha tanta paura, ho sempre ipotizzato dipendesse dagli stereotipi che facevano vedere la malattia mentale scatenarsi all'improvviso e fosse inguaribile. Poi c'è il senso di colpa, che la psichiatria antica ha fatto ricadere sui famigliari già aggravati da un bagaglio pesante di sofferenza e di punti di domanda incolmabili.

E non da ultimo, ad incidere parecchio, il fattore vergogna. Quella vergogna terribile di avere un matto per casa, che ha fatto mettere l'etichetta non solo a se stesso ma anche a tutta la sua famiglia, se non a tutta la sua discendenza. Ne consegue che il cerchio alimentato dalla paure individuali e dagli stereotipi che anche le immagini fotografiche, come vedremo, hanno diffuso, si moltiplichi nella facilità comune entin m di alcolismo dare la colpa a qualcuno invece di cercare di capire, diventando un vortice capace di risucchiare intere famiglie.

Avere un matto in famiglia o come parente, fino alla settima generazione, equivaleva ad esempio, ad essere esclusi dalla possibilità di partecipare ai concorsi pubblici. Le nuove dipendenze indotte e presenti nella nostra società, tendono a ristringere sempre più il divario fra malattia e salute mentale. Tutte queste tematiche sono interessanti studi per la sociologia e la psicologia.

La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 8 di nella serena normalità. Almeno apparentemente. E le entin m di alcolismo, in un certo senso, furono esaudite. Riaperti gli occhi, tutto lo strano, il diverso, era sparito. Il entin m di alcolismo erano le istituzioni totali e totalizzanti, create per contenere coloro che non erano adatti a rispettare le idee prevaricanti della società.

Nascondere e segregare invece di capire, aiutare e curare, questi i verbi che hanno regnato per anni, aiutando l'ipocrisia, ripulendo le coscienze e condannando a morte lenta bambini, donne, anziani, ragazzi che avrebbero dovuto essere curati ed amati un po' di più. Infinite volte, a finire rinchiusi e considerati incurabili furono molte persone senza nessun disturbo fisico o mentale manifestato entin m di alcolismo solo per la sfortuna di nascere troppo poveri, orfani o con idee politiche dissidenti e troppo pericolose per la stabilità del potere in carica.

Il nome principale, colui che è considerato uno dei venti uomini che hanno cambiato il corso del Novecento, del promotore della riforma psichiatrica in Italia è Franco Basaglia 8, lo psichiatra che ci ha creduto più entin m di alcolismo tutti e non ha mollato mai, fino a far diventare, usando le sue magnifiche stesse parole, l'impossibile, possibile.

Anche grazie alle immagini da lui richieste, diversi reporter sociali, hanno varcato le porte dei manicomi e hanno registrato nelle loro pellicole situazioni di alienazione morale e fisica troppo 7 Cit. La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 9 di lontane anche dalle fantasie più cupe. Sensibilizzata la società di fronte alla tematica, in un momento storico di acuto fermento sociale, rivendicazioni e nuove conquiste popolari, si è approdati il 13 maggio alla Legge Entin m di alcolismo e trattamenti sanitari volontari e obbligatori detta anche Legge Basaglia convogliata nella Riforma del Sistema Sanitario Nazionale varata nello stesso anno.

Con essa fu sancita la chiusura di tutti i manicomi sul territorio italiano e fu regolamentato il trattamento sanitario obbligatorio. Al posto del manicomio sono sorti, in alcuni luoghi come Trieste ancora prima del'78, in altri, con estrema lentezza, solo negli ultimi decenni, i servizi di salute mentale distribuiti sul territorio e gestiti dalle Ulss locali di competenza.

Ma se i muri di cemento sono stati difficili da abbattere, quelli mentali sono ancor più duri da entin m di alcolismo. Nonostante tanto sia stato fatto per inclusione, per promuovere la salute mentale e far capire che la malattia mentale non genera dei mostri, entin m di alcolismo, i pregiudizi, lo stigma e le false opinioni sono ancora vivi e possono fare ancora molti danni.

Per questo mi è sembrato quanto mai adeguato, esporre, per il mio lavoro di tesi, La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 10 di l'esperienza umanamente e artisticamente costruttiva che ho realizzato nella e con la Comunità Residenziale Protetta San Gervasio di Belluno. Si tratta del laboratorio fotografico che ho iniziato a condurre nel come insegnantefotografa professionista, esterna al Servizio; una delle tante iniziative riabilitativeartistiche-sociali attuate dall'equipe terapeutica a sostegno del percorso di cura rivolto agli ospiti con problemi psichiatrici.

Nella parte introduttiva ho cercato di capire meglio da dove nasca la diffidenza e spesso il terrore nei confronti della malattia mentale, descrivendo a grandi passi il lungo e difficile cammino la storia del malato mentale nel corso dei entin m di alcolismo. Le problematiche della psichiatra attuale, che meriterebbe un elaborato a sé e qui fungono da presentazione per l'approfondimento da me proposto, sono state analizzate con il supporto del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ulss di Belluno, dott.

Bruno Forti, il valido contributo della psicologa Genoveffa Sperti, tirocinante nella Comunità nei mesi durante il quale è stato realizzato il laboratorio. Il lavoro specifico realizzato a Belluno verrà presentato all'interno della cornice della fotografia terapeutica e entin m di alcolismo iniziative artistiche nazionali che si sono sviluppate come entin m di alcolismo alla riabilitazione psichiatrica entin m di alcolismo negli Anni Cinquanta del Novecento, si sono accentuate presso l'ex-ospedale psichiatrico San Giovanni di Trieste con la creazione di Marco Cavallo 9 fino ad organizzarsi nei percorsi 9 Un gigantesco cavallo blu di cartapesta e legno costruito nel laboratorio del padiglione P del La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 11 di attuali di arteterapia.

Sottolineare ogni iniziativa, seppur piccola, vuol dire continuare a credere nella possibilità di prevenzione e guarigione da una malattia che fa ancora paura e apprezzare la sensibilità e la costanza di tanti assistenti sociali, educatori, psicologi, medici ed infermieri che ogni giorno intraprendono con tanta dedizione il loro lavoro come una missione. Ogni passo in avanti seppur faticoso è progresso, conferma e avvalora il lavoro del psichiatra Franco Basaglia e di tutti entin m di alcolismo giovani appartenenti alla sua equipe che hanno seguito i suoi insegnamenti, uno fra tutti Peppe Dell'Acqua, ora direttore del DSM di Trieste, che ho avuto la fortuna di incontrare e apprezzare per la carica umana e l'entusiasmo che riesce ancora a trasmettere.

Alle felici intuizioni è seguito il faticoso lavoro per aprire le porte sprangate e poter costruire un servizio psichiatrico territoriale che potesse essere a misura veramente di tutti, sani, malati, famigliari, operatori.

Diventato simbolo della speranza entin m di alcolismo della possibilità di cambiare il manicomio, ha girato l'Europa per raccontare il passato ed il futuro dei pazienti psichiatrici. La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 12 di Giorni e anni di pazienza, cadute, scontri, minacce, paure di sbagliare e di fallire sono stati necessari per ridare la libertà di impazzire e la possibilità di guarire a tutti noi.

Anche se il lavoro attorno alla malattia mentale è, dopo tutti questi decenni, ancora un cantiere aperto e spesso indefinito e infinito, una cosa possiamo dire, senza paura di essere fraintesi o contestati, viste le prove evidenti del suo successo: finalmente l'antipsichiatria è diventata la corretta psichiatria.

Foto M. Mazzorana, 11 Visione di Pirandello sulla società- www. A delle richieste ben specifiche del entin m di alcolismo non seguono delle risposte chiare ed il meccanismo della comunicazione s'inceppa. Solo quando l'essere umano comprenderà l'altro, facendolo diventare l'altro sé, solo allora la sua voce sarà ascoltata e capita Solo in quel momento riuscirà ad aprire quel cancello chiuso a chiave per troppo tempo dalla sue ingenue paure. Mazzorana, 13 Dal discorso pronunciato da P.

Il discorso dell'insano mentale era troppo falso o troppo vero, si potrebbe dire. In che modo? Attraverso l'esclusione. Stessa sorte dell'interdetto capita al folle.

E questo è intollerabile per una società che cerca di controllare tutto e tutti, se non altro entin m di alcolismo far acquisire a taluni più autorità di altri. Il entin m di alcolismo, verrebbe da dire, minaccia entin m di alcolismo potere del comando ed i comandanti. Se entin m di alcolismo sicurezza pubblica era una priorità, la neonata società borghese non poteva trascurare la salvaguardia della libertà personale, ideale tanto prezioso, ispiratore della moderna democrazia. Einaudi 17 Cit.

Einaudi La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 17 di basatesi su tale modello elaborata escludendo dai diritti di cittadinanza coloro che non erano in grado di utilizzare la ragione, in sostanza, soggetti che non potevano essere considerati cittadini.

Senza infrangere nessun principio di uguaglianza e libertà si era riusciti a giustificare l'isolamento terapeutico dell'insano ancora per molto tempo. Nell'istituzione asilare i pazienti psichiatrici non erano più veramente persone. Una volta accertata la pericolosità, il malato perdeva molti diritti civili e politici e nel casellario giudiziario veniva segnata la malattia, macchiandosi a vita la fedina penale.

In sostanza, rinchiudendo la pericolosità e l'inadeguatezza del folle, si è preservato esclusivamente, per lungo tempo, il benessere pubblico. In Italia, sul finire dell'Ottocento e l'inizio Novecento i dibattici parlamentari e governativi sulla malattia mentale si sono concentrati su due questioni: una di carattere pratico e l'altra di portata teorica-giuridica.

Gli ultimi anni dell'Ottocento sono gli anni di grande scoperte ma anche di tanta fame da dover migrare, di carestie, epidemie e grande povertà sia nelle campagne che nei sobborghi urbani. Si sta facendo strada lo sviluppo entin m di alcolismo una coscienza di classe e aumentano le tensioni sociali innescate dai nuovi rapporti sociali. Sono tempi di tale miseria da rendere ancora più grave la salute di coloro dotati di meno risorse e capacità.

La risposta alla crescente mendicità e alla delinquenza che potrebbe scatenarsi, più per non morire di fame che per problemi di natura psichiatrica, è dal XV secolo, la repressione.

In questo modo, gli emarginati dal mercato e dalla produzione, hanno trovato il posto negli ospedali psichiatrici, rinchiusi e non più pericolosi per la quiete e la vita di La malattia mentale attraverso l'obbiettivo della macchina fotografica, p ag 18 di quelli fortunatamente allocati con successo nel sistema socio-produttivo. Nelvisto il numero sempre più crescente di malati, con la Legge n. Il potere della psichiatria, con il nuovo regolamento, diventa assoluto.

Chiunque ritenesse un individuo pericoloso poteva richiederne l'internamento semplicemente facendosi compilare un certificato medico dal medico e presentandolo al pretore. In sostanza, la nuova legge attribuiva un potere assoluto al medico e lo legalizzava, privando il soggetto sano o malato che fosse, della possibilità di opporsi. Per oltre sessant'anni, un arma troppo potente è stata lasciata in mano a persone non sempre ontologicamente corrette.

Non furono infatti pochi i casi di persone completamente sane, fra cui bambini 18, figli illegittimi di cui non si doveva far sapere o donne troppo emancipate19, rinchiuse e rovinate per avidità, eredità o motivazioni politiche e di rispettabilità da medici corrotti e compiacenti. Nonostante qualche novità formale e organizzativa la regolamentazione non favorirà, come sappiamo, il malato ma anzi, lo vedrà, una volta ricoverato, perdere vari diritti, in una struttura ancora lontana dal considerarlo come una persona da poter curare invece che un fardello inutile e costoso per la società.

L'altro aspetto delle lunghe considerazioni parlamentari vide fronteggiarsi da un lato i neonati psichiatri che rivendicano la propria autonomia contro l'invadenza e la repressione dell'apparato giudiziario. La soluzione fu il compromesso, sostenuto dalla nuova legge; il medico guadagnava 18 In Non ho l'arma che uccide il leone ad esempio, si parla dei bambini dell'istituto Ralli di Trieste.

Helene fa parte di quella moltitudine entin m di alcolismo donne costrette a trascorrere gran parte della loro esistenza in manicomio, non tanto - abbiamo ragione di credere - per una loro reale infermità mentale entin m di alcolismo perché come tale viene riconosciuta la loro manifesta propensione entin m di alcolismo trasgredire le regole e a un pensiero libero e indipendente.

Tratto dalla pagina a lei dedicata in www. In sintesi, l'autorità giudiziaria, costantemente alla ricerca dell'ordine diventava la garante dell'ammissione e della eventuale dimissione del malato. Mentre all'interno del manicomio lo psichiatra diventava il re indiscusso, i pazienti erano ridotti a suoi prigionieri. Non è difficile capire a cosa e a chi sia servita, per molto tempo, l'istituzione totale del manicomio, quel contenitore, come le carceri, adatto anche a conservare il consenso ed i voti.

A Ponte nelle Alpi c'era una volta il manicomio ma ora quasi nessuno se lo ricorda. Non è trascorso neppure un secolo dalla chiusura del manicomio presente a Ponte nelle Alpi, in Provincia di Belluno, eppure questa struttura sembra non aver lasciato traccia nella memoria della sua popolazione e neppure aver interessato storici e scrittori.

Tali ammalati stanno diventando un onere economico elevato per le provincie venete, che dopo l'annessione al Entin m di alcolismo d'Italia deldovevano farsene carico.

La prima regolamentazione ufficiale di questi ospedali presenti fin dal XV secolo, costruiti o richiesti da provincie, ordini monastici e medici, avverrà nel Da tale data, ogni provincia italiana doveva assicurare delle strutture contenitive sul proprio territorio, per evitare entin m di alcolismo e aumentare l'autonomia nella gestione provinciale.

Fino all'ora, la Provincia di Belluno aveva mandato i suoi più malati più agitati, nei manicomi centrali veneziani, collocati nell'isola di San Servolo e nell'isola di San Clemente, strutture sempre più costose, affollate e anche denunciate dalla Giunta di sorveglianza per le cattive condizioni igieniche e i disumani metodi adottati.

I più tranquilli, fra cui i dementi, i cretini e gli entin m di alcolismo rimanevano nel territorio provinciale, essendo presente fin dal un ospedale neurospichiatrico a Feltre, fondato 21 La documentazione a riguardo era contenuta in Storia dell'Amministrazione provinciale di Belluno, Vol. III Documenti, memorie, repertori. Provincia di Belluno, 22 Francesco Cervellini fu medico primario, direttore del reparto di Medicina presso l'Ospedale Civile di Belluno e direttore del manicomio di Ponte nelle Entin m di alcolismo.