Alcolismo dal punto di vista di Veda

I danni dell'alcool - Super Quark Piero Angela 28 08 2014

Rimedi per dipendenza alcolica in gocce

L'alcolista nel discorso batesoniano, è un personaggio tipicamente moderno e Bateson sembra essere il suo Prologo. L'alcolista - lungi dall'essere in primo luogo una persona con patologia individuale - è la cifra del fallimento di questa ipotesi puritana sul mondo. Come il giocatore d'azzardo, l'alcolista è intrattabile dalla psicologia cognitiva perché il cognitivismo esercita la neutralità nei confronti del mondo sociale, non prende posizione.

In questo mondo di uomini fatti da sé - in questo trionfo della volontà di matrice liberista — la mente subisce uno scacco, non fa i conti col corpo. Vuole dimenticare la prima grande crisi del trionfo della volontà,e alcolismo dal punto di vista di Veda dimenticare ci vuole un pharmacon. L'alcol fa il suo ingresso legale negli Stati Uniti nello stesso anno in cui, come un sol uomo, il trionfo della volontà totalitario inizia la sua marcia in Germania, con le conseguenze catastrofiche che conosciamo.

Nell'opzione liberale, orientata al soggetto come individuo, l'alcol diventa mezzo per dimenticare e il suo potere commerciale crea il paradosso dell'uomo con la bottiglia, relazione simmetrica perdente. Dimenticare serve a rinnovare quotidianamente la sfida, coazione a ripetere della frustrazione, circolo mnemotecnico: per dimenticare è necessario ricordare la pratica quotidiana, il rituale con la bottiglia.

Bateson, nel descrivere la simmetria con la bottiglia, anticipa la svolta ontologica proposta da Bruno Latour [4] a proposito dell'indistinzione funzionale tra attanti umani e non umani. L'uomo moderno è caduto in disgrazia sul versante ontologico. Per l'alcolista, paradigma del soggetto occidentale moderno, non basta cambiare epistemologia punto di vista si tratta di cambiare ontologia metanoia.

Come vedremo tra poco, Bateson riprende Jung, in più di un'occasione, per stabilire i confini tra ontologia ed epistemologia. Tema essenziale per capire il rapporto tra soggetto e potere. Differenza tra l'indistinto del pleroma, la cosa in sé, e le distinzioni della creatura, tra le quali quelle prodotte dall'osservatore umano. Dopo un periodo di psicosi, Jung sembra riprendersi scrivendo; ha forse bisogno di qualcosa di solido cui riferirsi, distingue tra mondo fisico, che reagisce in base a forze e urti, e mondo creaturale, che funziona per differenze.

Pur considerando utile questa differenza, Bateson aggiunge una serie di riflessioni che riguardano la fisica e la neurofisiologia e rendono la distinzione junghiana più complessa. Il soggetto che distingue è invero un corpomantiene una parte pleromatica nel gesto della distinzione.

Il corpo è un corpo fisico, anch'esso reagisce agli urti, ma non è solo questo il problema. Possiamo chiamarli due mondi di spiegazione. Nella creatura, gli effetti emergono dalla differenza. Invero questa è l'antica dicotomia tra mente e sostanza. Possiamo studiare e descrivere il pleroma, ma le distinzioni che estraiamo nel pleroma sono sempre attribuite da noi. Quando si studia e si descrive la creatura, bisogna identificare in modo corretto le differenze che hanno effetto dentro di lei.

È molto più complicato. Tuttavia credo che si possa anche considerare l'opposto: le scienze dello spirito dovrebbero occuparsi anche del pleroma. La descrizione del alcolismo dal punto di vista di Veda da parte della mappa è sempre altro rispetto al territorio, in sé inconoscibile. Tuttavia la mappa, a differenza della creatura, non ha un corpo vivente, la mappa è fatta di alcolismo dal punto di vista di Veda di carta e inchiostro. Le due distinzioni, a mio avviso, non coincidono. Questi due cambiamenti riducono lo scopo del Self consapevole [11].

Qual è il problema che pone Bateson? Nell'immaginare un inconscio interno che si gira verso l'esterno, Bateson ha il merito di ricordare, ante litteram e per ossimoro, i fallimenti dei trionfi della volontà.

Il soggetto non è il Self. Non si tratta della prima forma intuitiva in cui viene alla mente l'infinito: l'infinito più uno. Alcolismo dal punto di vista di Veda crescita del numero totale di scelte comprende, nel numero totaleanche, per esempio, i numeri irrazionali. Come alcolismo dal punto di vista di Veda, partendo da un numero irrazionale alcolismo dal punto di vista di Veda, non è possibile alcuna progressione o regressione numerica; tra quel numero e qualsiasi numero successivo o precedente ci sono sempre infiniti altri numeri successivi al precedente e precedenti al successivo.

L'irrazionale è unico, benché ve ne siano infiniti altri, altrettanto unici. I numeri irrazionali sono regno di infinita singolarità, in quel regno non c'è rarefazione.

Quando il signor Palomar, prima dell'imbrunire, si infila nel mare, si accorge che solo lui è la punta della spada di luce proiettata da sole. Palomar ha un momento di gloria, seguito dall'amara costatazione che, ogni altro alcolismo dal punto di vista di Veda, a quell'ora, si trova a essere la punta della medesima spada di luce emanata dal sole. La spada è unica, ma ognuno, dal suo punto di osservazione, è la punta di quella stessa spada: unico e molteplice [12]. L'irrazionale, attualità dell'infinito, possiede una quidditas particolare e immanente.

Come un'epifania, va avanti-indietro, dal pensiero alla vita e viceversa. Questo potere include l'impossibile, ha una rilevanza sociale anarchica, va ben al di là del mercato capitalista, non è il successo del Self-made-man. Sono in gioco spazi assolutamente altri, che i bambini conoscono bene, eterotopie, oceani di deliro, abitati da qualche raro caso di rarefazione ordinata [13]. Alcolismo dal punto di vista di Veda paradossi sono la premessa per passare dal razionale all'irrazionale.

La freccia ferma di Zenone anticipa la scoperta dell'infinito attuale. La risposta è che se dice il vero mente, ma se mente conferma la verità dell'enunciato. Chi, come Bertrand Russell, impone un alcolismo dal punto di vista di Veda alla logica, lo fa per evitare lo sconcerto di condizioni impossibili, indecidibili.

Tra l'uno e l'altro dei punti 1, 2, 3, n, c'è quel tipo di rarefazione che rende impossibile la connessione tra loro. Un po' come nelle aree sociali intoccabili dello spazio urbano. I tentativi di mettere ordine alla logica, imponendole limiti esterni, somiglia ai tentativi di ordinare la società. Il disordine si ripresenta costantemente, è linea di fuga. Il delirio è un irrazionale: troppo agglutinato, indifferenziato, inordinabile, incomprensibile e, sopratutto, singolare. Non devi avere paura dei tuoi sentimenti!

Alcolismo dal punto di vista di Veda questo senso Sass, assimila l'esperienza schizofrenica all'esperienza artistica e letteraria della modernità. Le bottiglie di Morandi sono un esempio di trasfigurazione ontologica di una normale bottiglia. A differenza di Sass, che si rivolge a Heidegger, io penso che la migliore descrizione della schizofrenia sia data, nell' Antiedipoda Gilles Deleuze e Felix Guattari [15]. Infatti, mentre Sass si limita alla descrizione fenomenologica della Stimmung schizofrenica, io ritengo necessario considerare anche il punto di vista di chi descrive questa esperienza come parte dell'esperienza stessa.

Come avviene in fisica, l'osservatore, nel definire e descrivere un'esperienza la costituisce in modo radicale, formula un'ipotesi. La teoria dell'Edipo, nel distinguere l'esperienza nevrotica da quella schizofrenica, sulla scorta della tradizione psicoanalitica classica, impone una rarefazione che distingue il alcolismo dal punto di vista di Veda edipizzato dal resto del mondo, fa del soggetto un principio staccato dal mondo attraverso la formazione di processi quali: l'attribuzione del nome proprio, il sesso, la continuità dell'esistenza, la famiglia di appartenenza, la memoria, la cittadinanza, la nazionalità, la religione, la professione, ecc.

La mancata edipizzazione corrisponde a una linea di fuga singolare. Lo schizofrenico non si soggettivizza neppure in modo performativo, come accade invece presso il soggetto queer [16] o nelle nuove forme identitarie che costringono il potere psichiatrico a ridefinirsi [17]. Non ha cittadinanza, sesso, religione, nazionalità, famiglia, memoria, ecc. Nell'Antiedipo, non si tratta di ribellione all'edipizzazione, di qualcosa che riguarda il triangolo familiare, si tratta di rendere conto della schizofrenia in maniera diversa.

L'ipotesi di Sass descrive la schizofrenia come un'agglutinazione tra il percepito e il percetto, tra l'opera e l'autore; questo è di certo un punto importante. Tuttavia, benché eccentrica, questa posizione ontologica, tipica della schizofrenia, non è necessariamente patologica; lo riconosce lo stesso Sass, quando assimila la Alcolismo dal punto di vista di Veda schizofrenica all produzione artistico-letteraria moderna.

Il caso Louis Wolfson è un esempio molto chiaro. Wolfson viene manicomializzato a New York e rischia un ricovero a vita, ma la alcolismo dal punto di vista di Veda garantirà per lui come tutrice; Louis, studente di lingue straniere, scrive un romanzo eccentrico che alcolismo dal punto di vista di Veda un trattato di fonetica della lingua inglese in francese.

Wolfson spedisce il manoscritto a Gallimard, per un caso del tutto fortuito. Gallimard riceve questo pacco da New York, ci trova dentro un testo in un bizzarro francese alcolismo dal punto di vista di Veda francese riformato! Sostiene Wolfson - per caso decide di chiamare uno psicoanalista per valutare il testo, chiaramente scritto, per ammissione dello stesso Wolfson, da uno schizofrenico.

Si tratta pur sempre di un clinico, non di un critico. Solo a quel punto Gallimard decide di stampare il libro. Wolfson, che è schizofrenico, ha qualcosa da aggiungere, un supplemento, un nuovo capitolo. Gallimard accetta e pubblica il libro con il supplemento, ma Wolfson non è soddisfatto perché intende aggiungere altri supplementi, in una sorta di aggiornamento continuo del testo che avrebbe rinviato sine die la sua pubblicazione.

In un certo senso, per Wolfson, il testo non potrà mai uscire perché non concluderà mai la sua realizzazione. Tuttavia Le schizo et les langues esce nel e Wolfson diventa uno scrittore a Parigi, mentre a New York rimane, per altri quarant'anni, uno schizofrenico. Il caso Wolfson non è unico, è stato preceduto dal Perceval, Schreber, Artaud, per molti aspetti persino da Kafka. In queste esperienze artistiche e letterarie schizofreniche, sarebbe appropriato parlare di creazione, piuttosto che di creatività.

Non si tratta infatti di stratagemmi del pensiero che crea qualcosa di appetibile al mercato, si tratta di qualcosa di ontologico. All'inizio di Le parole e le cose, Foucault pone il medesimo quesito riguardo a un'opera classica.

I suoi occhi sembrano seguire la persona che, nella realtà, sta guardando il quadro. Invero gli occhi di Velazquez stanno osservando qualcosa, o qualcuno, che è là, fuori dalla tela, ma è per noi invisibile. Si tratta dello specchio che riflette l'immagine dei Reali di Spagna al centro del quadro.

Il percorso che propone Foucault parte dall'analisi delle luci interne al quadro, che provengono dalle finestre della stanza dipinta. Queste luci, mantengono opache tutte le tele appese ai muri meno una, più piccola, al centro della tela. Questa riflette la luce che riceve dall'esterno al suo interno e la riemana. Da qui emerge la possibilità di individuare che cosa Velazquez stia osservando nella realtà là fuori : il nome proprio dei Reali di Spagna. Fin qui Foucault si muove sul piano ontico.

Si tratta di un'analisi dell'analisi delle procedure che postulano la stabilità del dato percettivo dei Reali di Spagna dentro lo specchio. Stabilità del tutto essenziale per svolgere la disamina esposta prima. Nel seguito, Foucault si muove sul piano ontologico. Il secondo procedimento proposto, a proposito di Las Meninasporta Foucault a inaugurare alcolismo dal punto di vista di Veda metodo genealogico che userà per la storia dei sistemi di pensiero.

Nel resto di Le parole e le coseFoucault delinea le matrici storico-culturali che hanno orientato il pensiero occidentale nell'età classica e nella modernità. Si tratta di un cesura che, a partire dal secolo XVII ha trasformato i sistemi di pensiero e i suoi paradigmi dallo sguardo rivolto alle similitudini, allo sguardo rivolto alle distinzioni. Durante il Rinascimento, i paradigmi magici, alchemici, astrologici orientano le linee fondamentali dei sistemi scientifici e filosofici verso alcolismo dal punto di vista di Veda, analogie, sovrapposizioni, ecc.

A partire dalla logica di Port Royale, attraverso la nascita della fisica — da Galileo a Newton — fino alla seconda rivoluzione copernicana proposta da Kant, nascono le scienze moderne, che si valgono delle distinzioni tra grammatica e mondo, matematica e natura, soggetto trascendentale e fenomeno. Il discorso foucualtiano corrisponde al costruttivismo radicale [20]. Il costruttivismo radicale in psicologia nasce dagli sviluppi dell'elaborazione di Jean Piaget a proposito del pensiero formale e si presenta come erede del paradigma scientifico kantiano, ma lo porta al suo ultimo limite.